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18/03/2018, 21:34



Festa-dei-Ceri


 La Festa dei Ceri si svolge a Gubbio, in provincia di Perugia, il 15 maggio d’ogni anno.





La tradizione vuole che sia una festa in onore di sant’Ubaldo Baldassini, vescovo e patrono di Gubbio, che morì nel 1160, e sarebbe il frutto della trasformazione di un’originaria offerta di cera che le corporazioni medievali eugubine donavano al patrono.

I Ceri sono tre "macchine" di legno coronate dalle statue di sant’Ubaldo (patrono di Gubbio), San Giorgio e Sant’Antonio abate, innestate verticalmente su altrettante barelle, a forma di "H", che ne permettono il trasporto a spalla; il loro peso è di circa 300 kg. Non è soltanto il peso che rende difficoltoso il loro trasporto (in realtà, corsa), quanto l’altezza, la velocità, le asperità del percorso e i cambi al "volo" (dette mute) tra i portatori in corsa.
I portatori di Ceri si chiamano ceraioli ed ognuno ha appartenenza ad un solo cero. Tale appartenenza è frutto di libera scelta oppure è legata a tradizioni familiari; tradizionalmente, al cero di S. Ubaldo sarebbero legate le corporazioni dei muratori e degli scalpellini, a quello di S. Giorgio quella dei commercianti, mentre a S. Antonio i contadini, i proprietari terrieri e gli studenti.
La divisa da "ceraiolo" è costituita da un paio di pantaloni bianchi di tela di cotone, una camicia di colore diverso a seconda del cero di appartenenza (gialla per Sant’Ubaldo, azzurra per San Giorgio e nera per Sant’Antonio), una fascia rossa legata in vita a mo’ di cintura ed un fazzoletto rosso appoggiato sulle spalle e puntato davanti.
I capodieci sono tre, uno per ogni cero, effettuano l’Alzata (ovvero inaugurano la corsa) e sono i responsabili del buon andamento della corsa del loro cero.
Con il nome capodieci vengono chiamati anche i ceraioli che guidano il cero durante la corsa, stando anteriormente tra le stanghe e vigilando sul cambio che si danno le varie "mute" di ceraioli (squadre composte da otto persone); ci sono poi i capocinque, che dalla parte posteriore della barella aiutano il capodieci a tenere in linea la corsa del cero ed a sterzare nelle curve (sono infatti chiamati anche sterzaroli). I ceraioli portatori si distinguono in quattro punte, che portano il cero alle quattro estremità della barella, e altrettanti ceppi, collocati più internamente.
Tradizionalmente, i ceraioli sono scelti tra i maschi adulti delle famiglie che abitano a Gubbio; in rare occasioni (ad esempio durante le guerre), anche le donne sono state ammesse al trasporto dei Ceri.
Per coloro che non rientrano in questa categoria, nelle settimane successive al 15 maggio, si tengono altre due corse: quella dei Ceri Mezzani e dei Ceri Piccoli, nelle quali i portatori sono scelti tra gli adolescenti ed i bambini, rispettivamente. In queste occasioni, ovviamente, i ceri sono sostituiti da repliche in scala più leggere.
Il simbolo dei tre Ceri è stilizzato anche nel gonfalone e nella bandiera ufficiali della Regione Umbria.


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